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Cabilia
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La mwcwCabilia (in mwdaberbero ⵜⴰⵎⵓⵔⵜ ⵏ ⵍⴻⵇⴱⴰⵢⴻⵍ, mwdqTamurt n Leqbayel; mwdgin arabo منطقة القبائل?, Minṭaqat al-Qabāʾil; mwdwin francese mweaKabylie) costituisce una regione geografica e culturale dell'mweqAlgeria, situata a est di mwegAlgeri e che si estende lungo la costa da mwewDellys fino oltre mwfaBéjaïa, comprendendo la catena montuosa del mwfqDjurdjura.
La regione si caratterizza per la composizione etno-linguistica della sua popolazione, per la stragrande maggioranza di etnia mwfwberbera e di mwgalingua berbera mwgqcabila. Nelle città costiere vi sono antiche comunità di mwggmoriscos mwgwarabofoni.
Nell'antichità questa regione, dominata dal mwhqMons Ferratus (l'odierno Djurdjura) era abitata dalle mwhgmwhwQuinque Gentes ("Cinque tribù"), ricordate per la loro insofferenza al potere di Roma e per le rivolte descritte da mwiaAurelio Vittore (mwiqDe Caesaribus 39.22: "nationes Quinquegentanae") e da mwigEutropio (mwiwmwjaBreviarium ab Urbe condita, 9.22: "Quinquegentiani"). È possibile che proprio da questo nome derivi la denominazione attuale, che in arabo significa "le Tribù" (forse in origine "le 5 Tribù").
Contents
• Storia
• Note
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Geografia
Nonostante la relativa omogeneità della popolazione e della lingua, la Cabilia non ha una "personalità" amministrativa: l'Algeria non riconosce "regioni" ma solo "mwmqwilaya" (province). E il territorio della Cabilia è frazionato tra diverse mwmgwilayat: oltre a quelle di mwmwTizi Ouzou e di mwnaBéjaïa (a elevatissima maggioranza di cabili) anche mwnqBouira (mwngTubirett) e mwnwBoumerdès. La Cabilia ebbe esistenza amministrativa durante la mwoaguerra d'Algeria, in quanto costituì la mwoqWilaya III dell'organizzazione della resistenza.
Dopo l'insurrezione del mwpw1871, la Francia coloniale decise di dividere questa provincia in due entità amministrative chiamate «Grande Cabilia» (a ovest, con capoluogo Tizi-Ouzou) e «Piccola Cabilia» (a est, con capoluogo Bugia). Le due Cabilie facevano parte rispettivamente del mwqaDipartimento di Algeri e del Dipartimento di Costantina. Di recente si tende a parlare non di Grande e Piccola Cabilia bensì di "Alta Cabilia" (la parte occidentale, che comprende le vette più alte del Djurdjura) e "Bassa Cabilia" (la parte orientale, con la pianura della Soummam, in arabo Oued Sahel).
Dei capoluoghi delle due Cabilie, Bugia (mwqwBgayet) è la capitale storica fin dalle epoche più antiche, descritta da numerosi storici tra cui mwraIbn Khaldun. I Cabili la chiamano mwrqBgayet n lejdud ("Bgayet degli antenati"). Invece Tizi Ouzou, chiamato un tempo alla francese mwrgle village ("il villaggio") è di sviluppo recente (fondato dai mwrwTurchi, e cresciuto di importanza soprattutto in epoca coloniale).
Tre grandi massicci montuosi occupano la maggior parte della Cabilia:
• A Nord, la catena della Cabilia marittima, la cui vetta più alta è quella degli Ait Jennad (mwsw1278 m)
• A Sud, il mwtqDjurdjura, che domina la valle della Soummam, e culmina nella cima di Lalla Khadidja (mwtg2308 m)
• Tra le due catene, vi è il massiccio Agawa, il territorio più densamente popolato, con un'altitudine media di mwua800 m. È qui che si trova la maggiore città dell'Alta Cabilia, mwuqTizi Ouzou. Larbaa Nat Iraten (già «Fort-National»), che contava mwug28 000 abitanti nel mwuw2001, è il centro urbano più elevato di tutta la regione (mwva930 m).
Popolazione e lingua
Nonostante la sua natura montuosa, la regione della Cabilia ha un'elevata densità di popolazione. I numerosi villaggi sono di norma costruiti sulle creste dei monti, per lasciare spazio libero alle colture sui fianchi degli stessi e nelle vallate. Questa posizione aveva lo svantaggio di una certa lontananza dalle sorgenti d'acqua, collocate molto più a valle. Per secoli (e in molti villaggi ancora oggi) il compito di scendere alla fontana per il rifornimento d'acqua della casa è toccato alle donne, che intorno alla fontana avevano il loro luogo di riunione, che corrispondeva in un certo qual modo alla piazza dell'assemblea degli uomini, (mwwwtajmaât), collocata al centro del villaggio.
La popolazione attuale viene valutata intorno ai 5 milioni di abitanti. Data la natura del suolo, che non era in grado di assicurare la sopravvivenza a un numero eccessivo di abitanti, la Cabilia è sempre stata una terra di emigrazione, e oggi un numero elevato di Cabili vivono nel resto dell'mwygAlgeria (la capitale, Algeri, è in gran parte abitata da Cabili) ed all'estero, soprattutto in mwywFrancia, mwzaEuropa e mwzqCanada.
La lingua della regione è il cabilo (mwzwmwaataqbaylit), una varietà di mwaqberbero. Data la grande statura intellettuale di molti intellettuali cabili che hanno prodotto eccellenti opere letterarie, ed i profondi contatti con la civiltà "scritta" della Francia, che ha permesso di fissare nello scritto molti testi letterari fin dal mwagXIX secolo, oggi la letteratura in cabilo è quella che conta il maggior numero di pubblicazioni. Nel complesso delle popolazioni di lingua berbera del mwawNordafrica, i Cabili rappresentano il secondo gruppo più numeroso dopo gli Chleuhs del sud del mwbaMarocco.
Storia
Antichità, medioevo e periodo precoloniale
La Cabilia è sempre stata una regione fortemente gelosa della propria autonomia e indipendenza. Già in epoca romana, da qui nacquero numerose rivolte che impegnarono a lungo la potenza di Roma (per esempio l'insurrezione di mwdqTacfarinas, 17-29 o quella dei mwdgQuinquegentiani nel mwdw293-mwea297.cite-ref-1[1])
Anche le successive conquiste straniere, araba nel VII secolo e turca nel XVI, non riuscirono ad avere la meglio su questa regione che rimase sempre sostanzialmente indipendente. Nel medioevo, tribù berbere della Cabilia furono protagoniste di episodi importanti della storia del Nordafrica. Per esempio, nel X secolo i mwfgKutāma fornirono il nucleo degli eserciti che permisero a ‘Ubayd Allāh, il primo califfo mwfwfatimide, di conquistare gran parte del Nordafrica, ponendo poi la propria sede in mwgaIfriqiya (mwgqTunisia). E quando i mwggFatimidi si trasferirono in Egitto, il comando venne lasciato alla famiglia cabila degli mwgwZiridi, che continuò a governare la mwhaTunisia mentre un altro ramo della famiglia (gli Hammaditi) prese il potere in mwhqAlgeria.
In epoca turca la Cabilia non solo si mantenne sostanzialmente indipendente, ma diede anche vita a veri e propri regni come quello di Kuku o quello degli At Abbas.
Colonialismo e indipendenza
Dopo la conquista di mwiqAlgeri nel mwig1830 da parte dei francesi, la Cabilia fu un po' alla volta accerchiata, e cadde solo nel mwiw1857, quando tutto il resto dell'mwjaAlgeria era già stato conquistato. Nella resistenza si distinse un'eroina che ancor oggi è molto amata ed ammirata, mwjqLalla Fadhma n'Soumer.
Nel mwjw1871 la Cabilia fu tra le regioni che con più forza aderirono alla sollevazione che cercò di liberarsi dal colonialismo francese, approfittando dei rovesci che questi avevano subito nella mwkaguerra franco-prussiana. Sconfitti, i Cabili dovettero subire una gravissima repressione, con nuove istituzioni, nuove classi dirigenti e la confisca di gran parte delle terre migliori.
Sul finire della prima guerra mondiale i Cabili del massiccio dell'Aurés si ribellarono a causa della pesante dominazione coloniale ed alla coscrizione obbligatoria, occorsero alcune settimane e due divisioni francesi per reprimere la rivolta: gli insorti furono fucilati a centinaia e decine di villaggi vennero distrutti.cite-ref-2[2]
La Cabilia fu in prima linea nella lotta al colonialismo francese anche al momento della decolonizzazione. In Cabilia si formarono i quadri della resistenza, e si tenne, nel mwmw1956, il Congresso della Soummam, che tracciò le prospettive politiche del futuro stato algerino indipendente.
Ciononostante, le classi dirigenti affermatesi in mwnqAlgeria dopo l'indipendenza erano costituite soprattutto da militari formatisi all'estero, in particolare in mwngEgitto, e fortemente impregnati dell'ideologia mwnwpanarabista di mwoaNasser. Così la mwoqlingua berbera della Cabilia venne per lungo tempo non solo esclusa dalla Costituzione, ma addirittura duramente perseguitata.
Nella primavera del mwow1980, in seguito al divieto imposto dalle autorità ad una conferenza di mwpaMouloud Mammeri sulle mwpqPoesie Cabile antiche all'università di mwpgTizi-Ouzou, gli studenti occuparono l'università e vennero violentemente attaccati dalla polizia il 20 aprile, che da allora è ricordato tutti gli anni come la mwpwPrimavera berbera, in cui nacque, nel sangue e nella repressione, un movimento di massa per il riconoscimento della lingua e della cultura berbera. Un altro momento di confronto col governo centrale si ebbe nel mwqa1994-mwqq1995, con uno sciopero scolastico durato tutto l'anno (tutti gli studenti cabili persero l'anno) per richiedere l'insegnamento del berbero nella scuola, insegnamento ottenuto a partire dal mwqg1995.
Più di recente, nel mwra2001, nuovi disordini ebbero luogo dopo l'uccisione ingiustificata di un giovane studente da parte dei gendarmi: la gioventù della Cabilia improvvisò estese manifestazioni che vennero contrastate dai gendarmi che sparavano a vista facendo oltre 100 vittime. Questo periodo di lutti, iniziatosi anch'esso nel mese di aprile, viene oggi denominato "mwrqPrimavera nera".
mwrwNella cultura di massa
L'altipiano Cabilo (Kabilo) è citato nel film mwsqmwsgLa battaglia di Algeri di mwswGillo Pontecorvo, nella celebre mwtasequenza dell'arrivo dei mwtqparacadutisti francesi nella mwtgAlgeri sconvolta dalle azioni del mwtwFLN, dell'mwuaOAS e dalla mwuqrepressione delle autorità.
Note
cite-note-11. ↑ M. Grant, mwwaImperatori romani, Roma 1984, p.274.
cite-note-22. ↑ mwxaAndré Marty, mwxqLa rivolta del Mar Nero.
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) Kabylie, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwzaUna dispensa universitaria sulla canzone cabila (file pdf - 875k)